Uilm, oltre 50mila metalmeccanici coinvolti nei tavoli di crisi
Sperti, 'dall'ex Ilva a Electrolux radice comune, manca una politica industriale'
"I tavoli di crisi aperti al Mimit sono passati da 52 nell'estate del 2024 a 76 oggi: un aumento del 46% in appena due anni". Lo ha dichiarato all'ANSA il segretario generale della Uilm, Davide Sperti, presentando un'analisi del sindacato aggiornata al 27 luglio 2026. "Il 62% riguarda imprese metalmeccaniche, per oltre 50mila lavoratori direttamente coinvolti, senza nemmeno l'indotto. Sono numeri drammatici, che raccontano un'emergenza industriale che non può più essere affrontata per compartimenti stagni", ha aggiunto Sperti. "L'acciaio prodotto dall'ex Ilva serve all'automotive, all'elettrodomestico, alla meccanica. Se manca una siderurgia competitiva, se l'energia costa il doppio rispetto ai nostri concorrenti europei e se le regole comunitarie continuano a penalizzare la produzione, è inevitabile che aumentino le crisi industriali. È questo il filo che lega vertenze apparentemente diverse", ha spiegato il leader sindacale. Per Sperti, "dall'ex Ilva a Electrolux, dall'automotive alle telecomunicazioni, i problemi hanno una radice comune: la mancanza di una politica industriale, italiana ed europea". "In Italia, da troppo tempo si aprono tavoli quando le aziende sono già in difficoltà, invece di costruire le condizioni per evitarne il declino. È un approccio che non basta, perché non risolve i problemi e i numeri lo dimostrano. Serve il coraggio di affrontare la complessità. Le crisi industriali non si risolvono una alla volta e non si affrontano con risposte semplici. Occorre una politica industriale che tenga insieme competitività, transizione, occupazione e coesione sociale", conclude Sperti.
C.Caron--JdCdC