L'export del vino veneto rallenta ma rimane un pilastro delle vendite nazionali
Nonostante contrazione, vale comunque più del 35% delle esportazioni italiane
L'export vinicolo veneto interrompe, per la prima volta, la crescita che l'ha caratterizzato negli ultimi anni, ma si conferma tra i comparti del vino più rilevanti in Italia. Lo rileva Veneto Agricoltura analizzando l'andamento delle vendite vinicole all'estero del 2025 e del primo semestre 2026. L'export regionale, alla stregua di quello italiano (-3,4% nel 2025, -6,2% nei primi sei mesi 2026) ha visto i primi segnali di rallentamento: nel 2025, seppure i quantitativi di vino veneto venduti sui mercati internazionali siano saliti dell'1,2%, il valore complessivo prodotto dall'export è diminuito dell'1,1% in confronto al 2024, fermandosi a 2,93 miliardi di euro. Decisivo, in questo senso, il calo del prezzo medio, sceso a 3,64 euro/litro (-2,3%). Una contrazione che si è fatta ancora più evidente nella prima parte del 2026 quando il valore generato ha raggiunto 1,32 miliardi di euro (-8,4% sul primo semestre 2025). Ciò, però, non ha scalfito la rilevanza che il Veneto ha in Italia perché, anche in un mercato influenzato dal mutamento delle abitudini di consumo e da un contesto geopolitico fragile, l'export regionale rappresenta il 36,3% dell'export vinicolo italiano. A sostenere il sistema veneto sono soprattutto due grandi comparti: vini fermi in bottiglia e spumanti, che coprono, rispettivamente, il 49,2% e il 47% del valore generato dall'export. I primi, infatti, si sono distinti per una sostanziale stabilità, alimentando un fatturato di 1,44 miliardi di euro (+0,5% sul 2024) con circa 3,8 milioni di ettolitri esportati (+0,6%). I secondi, invece, hanno mostrato qualche sintomo di flessione: nonostante gli ingenti volumi sbarcati sui mercati internazionali (3,3 milioni di ettolitri, +0,8% sul 2024), il fatturato è sceso a 1,38 miliardi di euro (-3%) per il calo del prezzo medio. Ma il confronto con il 2016 resta ugualmente clamoroso: l'export degli spumanti veneti, nell'ultimo decennio, ha segnato + 97,9% in valore e del 76% in volume, specie grazie al Prosecco. Nel 2025 il vino veneto ha raggiunto circa 150 paesi, anche se l'89% del valore complessivo proveniente dall'export si è concentrato in sole 20 nazioni. Gli Usa guidano il gruppo con il 21,6% dell'export vinicolo regionali che equivalgono a oltre 633 milioni euro, seguite da Germania (437) e Regno Unito (369). In particolare fermento i mercati dell'est: Ucraina e Slovacchia, con +467% e +384% sui valori del 2016, sono le principali new entry nella top 20.
B.Baron--JdCdC