Borsa: Europa e future Usa contrastati, occhi su Hormuz, Milano +0,3%
Attesa per i conti Nvidia, deflattore Pce e summit Fed di Jackson Hole
Borse europee caute, in leggera avanzata a parte Londra, mentre si aprono spiragli per una riapertura dello stretto di Hormuz. Il contenuto dei colloqui in fase avanzata tra Iran e Oman sarebbe stato infatti riportato agli Usa dai negoziatori pakistani, secondo l'agenzia Tasnim di Teheran. Parigi guadagna lo 0,5%, Milano lo 0,3%, Madrid lo 0,25%, Francoforte lo 0,15% e Londra cede lo 0,1%. Contrastati i future Usa in vista della trimestrale di Nvidia e dell'indice deflatore americano Pce, utilizzato per le scelte di politica economica della Fed, che si prepara a ospitare i banchieri centrali al tradizionale simposio di Jackson Hole, da domani al 29 agosto. Prosegue il calo del greggio (-2,4% a 80,38 dollari al barile) e del gas naturale (-3,06% a 64,6 euro al MWh). Quasi fermo l'oro (-0,06% a 4.617,74 dollari l'oncia), risale il dollaro che si attesta a quasi 1,17 sull'euro e sopra quota 1,36 sterline. Sale a 80,8 punti lo spread tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il rendimento annuo italiano in rialzo di 1,3 punti al 4,01%, quello tedesco sale di 0,6 punti al 3,2% e quello francese di 1,1 punti al 4,06%. Cedono i petroliferi Bp (-2,7%), TotalEnergies (-1,76%), Shell (-1,62%) ed Eni (-1,55%), insieme a Saipem (-1,53%) e Subsea7 (-0,97%). Contrastati i produttori di semiconduttori Infineon (+0,75%), Stm (+0,6%), Nordic (+0,3%), Aixtron (-0,78%), Be (-0,68%) e Asm (-0,24%). In ordine sparso i bancari Commerzbank (-2,66%), Bnp (+1,2%), Unicredit (+1,1%), Banco Bpm (+0,8%), Intesa (+0,4%), Credit Agricole (+0,3%), Bper (+0,1%), Mediobanca (-0,3%) e Montepaschi (-0,4%).
D.David--JdCdC