Osservazione della Terra e meteo spaziale per proteggere il pianeta
Convegno all'Accademia dei LIncei. Esperto: 'i dati sono fondamentali'
Capire e proteggere il nostro pianeta e lo spazio che lo circonda: è questa una delle priorità della ricerca spaziale in questo momento :è quanto è emerso dal convegno sulle sfide della ricerca spaziale e il ruolo che ha l'Italia nel panorama internazionale, organizzato a Roma dell'Accademia dei Lincei e in programma il 19 e 20 ottobre. "Metto al primo posto l'Osservazione della Terra perché ritengo che conoscere lo stato del nostro pianeta sia fondamentale", ha detto all'ANSA Francesco Berrilli, professore all'Università di Roma Tor Vergata e membro dell'Accademia Nazionale dei Lincei. "Al secondo posto il Sole - ha proseguito - poiché influenza il cosiddetto space weather", ossia il meteo spaziale intenso come l'insieme dei fenomeni legati all'attività della nostra stella e all'ambiente cosmico e alle possibili conseguenze dell'attività solare sulla Terra, come le tempeste geomagnetiche. L'evento guarda indietro alle origini della ricerca spaziale italiana, nata negli anni '50 grazie al fisico Edoardo Amaldi, ma si concentra soprattutto sul futuro: l'obiettivo è favorire il dialogo tra le nuove generazioni di ricercatori e mostrare agli studenti di oggi le opportunità del settore spaziale, sia in ambito accademico che industriale. Tante missioni e programmi spaziali sono già al lavoro per affrontare le sfide chiave, come afferma Berrilli. Da Copernicus, il programma europeo per l'Osservazione della Terra di Agenzia Spaziale Europea e Commissione Europea, alla sonda Solar Orbiter dell'Esa, la prima in grado di vedere i poli della nostra stella, fino al Nancy Grace Roman della Nasa: lanciato lo scorso 30 agosto, ha tra i suoi obiettivi lo studio dell'energia oscura. Anche quest'ultima, insieme alla materia oscura, costituisce un obiettivo fondamentale: "Sappiamo ancora molto poco dell'universo", commenta Berrilli. Ci sono, poi, i progetti futuri come il Plasma Observatory, missione europea guidata dall'Italia con l'Istituto Nazionale di Astrofisica, il cui lancio è previsto nel 2037: basata su una costellazione di sette satelliti, la missione riguarda il meteo spaziale, poiché indagherà la magnetosfera, l'impatto del vento solare e lo spazio che circonda il nostro pianeta.
F.Faure--JdCdC