Francesca Archibugi, tra un capolavoro e il film è sempre meglio il libro
La regista sarà al Circolo dei lettori per 'Premio Match'
"Quando si affrontano i grandi capolavori, come è capitato a me con La storia di Elsa Morante oppure Con gli occhi chiusi di Federico Tozzi, è sempre meglio il libro". E' questa la convinzione di Francesca Archibugi, regista e sceneggiatrice che mercoledì parteciperà a un incontro al Circolo dei lettori nell'ambito di 'Premio Match. Dal libro allo schermo', progetto della Regione Piemonte con la Fondazione Circolo dei lettori e Film Commission Torino Piemonte. Un progetto innovativo che punta a creare un ponte tra narrativa contemporanea e produzione audiovisiva, valorizzando giovani autori e il territorio piemontese attraverso nuove opportunità di adattamento cinematografico. Il premio verrà consegnato a maggio. "A volte si usano i libri come spunti. Scorsese ha tratto solo film dai libri ed è uno dei più grandi e personali autori di tutti i tempi. A volte il libro è uno spunto, altre volte un'opera a cui bisogna essere integralmente fedeli. Devi sentire quel libro come qualcosa che avresti potuto scrivere tu. Un libro può diventare il tuo film", sottolinea Archibugi. "C'è sempre qualcosa che ti riguarda, che hai la sensazione di avere potuto scrivere tu. La Storia di Elsa Morante era il libro della mia vita, il mio preferito nell'adolescenza. In questo caso l'approccio è diverso rispetto a un altro da cui prendi spunto. Bisogna trovare il modo per appropriarsene e farne un racconto cinematografico. Le strade sono tante, l'importante è il risultato". Impossibile, secondo Archibugi, dare regole generali sulla trasposizione cinematografica di un libro. "Per me è stata ogni volta un'esperienza diversa. Tutte le volte il meglio è una cosa diversa. Il pubblico? Io ho sempre in mente una platea di persone che conosco e che stimo, non sono i lettori, magari anche persone che non ci sono più", spiega. "Libri che mi piacerebbe portare sullo schermo? Ci sono tantissimi romanzi del soprattutto del Novecento italiano, per esempio Lessico familiare di Natalia Ginzburg o I sentieri dei nidi di ragno di Calvino. Nell'immediato però non ho nulla in programma", precisa Archibugi.
B.Bonnet--JdCdC