Journal du Club des Cordeliers - 'Lettera alla Pace' di Cucinelli, 'sei possibile, necessaria come l'aria'

'Lettera alla Pace' di Cucinelli, 'sei possibile, necessaria come l'aria'
'Lettera alla Pace' di Cucinelli, 'sei possibile, necessaria come l'aria'

'Lettera alla Pace' di Cucinelli, 'sei possibile, necessaria come l'aria'

'Il mio augurio è che tu torni regina per sempre'

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"A volte qualcuno, mia cara Pace, mi parla di te come di un sogno incantato; ma tu non sei un sogno, tu non sei un'isola che non c'è. Tu sei vera, possibile, autentica e necessaria come l'aria": è uno dei passaggi di una "Lettera alla Pace", una riflessione scritta da Brunello Cucinelli, pubblicata anche sul suo sito ufficiale, con l'augurio che la stessa "torni regina per sempre". "Nella storia - scrive, fra l'altro l'imprenditore di Solomeo - cerco risposte alle domande sul perché in così tanti e lunghi periodi di tempo sei stata prigioniera, ma non arrivo mai a ragioni convincenti". E ancora: "Sere fa ho fantasticato, immaginando di trovarmi in una città straordinaria, piena di sole e di verde, che poteva essere tanto antica quanto moderna, tanto orientale che occidentale, una città di persone di ogni colore della pelle, di bambini, di vecchi, di donne e uomini laboriosi, che sembravano danzare cantando in armonia con il tempo. E guardando bene, nel sogno, capivo che in realtà essi, semplicemente, erano così gioiosi perché stavano vivendo in te: nella Pace". "Quante altre volte ti ho ammirata, o desiderata Pace - scrive ancora Cucinelli - come nel grande affresco trecentesco di Lorenzetti, a Siena, che parla di Buon Governo; in quel geniale dipinto gli uomini, le donne, i bambini e gli animali non sono diversi, nella loro serena gioia, da quelli del mio fantasticare; il Buon Governo è, credo, una delle tue case preferite, e tu prosperi quando lui regna. Tu però possiedi anche un'altra casa, altrettanto grande e bella, che ami molto, ed è la Fratellanza. Ce lo insegnò ottocento anni fa Francesco, un santo che visse in povertà, che parlava con tutte le cose del Creato; dedicò loro un cantico fra i più belli dal tempo della Bibbia". "È primavera. Le rondini, fedeli come ogni anno - continua Cucinelli - sono tornate a garrire nel mio amato borgo di Solomeo. Affacciato alla torre del Castello sono rimasto incantato a guardarle volteggiare fin quando non è comparsa la prima stella, e in quell'aria dolce di profumi e di vita che rinasce, tu eri lì presente. Oggi sei di nuovo imprigionata, in tante parti di questo nostro pianeta; chi ti libererà? Saranno gli uomini e le donne, fratelli di ogni popolo? Saranno i nostri governanti protempore? Saranno i santi di ogni religione? Saremo probabilmente tutti noi affratellati, forse, a spezzare per sempre le tue catene, perché tu non sia mai più prigioniera, perché il tuo bel volto possa di nuovo sorridere su ogni parte del mondo". "E il mio augurio - conclude - è che tu torni regina per sempre, per noi umani viventi e per le generazioni nuove che seguiranno, nel bene, ancora per millenni".

M.Marchand--JdCdC