Con il FestivalMax e le hit degli anni d'oro Pezzali si prende gli stadi
Con l'annuncio di Amadeus parte da Lignano il tour 2026
(di Alice Fumis) E' un palco targato in tutto e per tutto anni 90 quello su cui sale Max Pezzali in questo nuovo tour Max forever Gli anni d'oro - Stadi 2026, partito ieri sera con la tappa zero da Lignano Sabbiadoro (Udine). Un vero e proprio tuffo nel passato, agli anni che lo hanno visto nascere con gli 883 e che hanno consacrato il suo successo. Si inizia con il FestivalMax, che sa tanto di Festivalbar, presentato da un cammeo di Amadeus: "Siamo pronti per festeggiare gli anni d'oro", annuncia, proiettato sui maxi schermi, uno dei conduttori eccellenti del programma estivo musicale degli anni 90. E mentre lo stadio Teghil sold out inizia a scaldarsi con Tieni il tempo, Pezzali, indossando occhiali iconici interamente in jeans, intona una hit dopo l'altra senza sosta. Sul palco il protagonista indiscusso è il jeans. Ma ci sono anche un cubo di Rubik, un walkman con una musicassetta, una console per videogiochi, un floppy disk e la grande M logo di Mtv per l'occasione ribattezzata in Max. In pochi minuti arrivano le storiche Sei un mito e la Regola dell'amico con lo snippet di Disco Inferno. Per poi lasciare spazio all'intelligenza artificiale che dà vita a un dialogo tra il Max di 30 anni fa e il Max di oggi: "Io lo sapevo che avremmo potuto vivere di musica, che non sarebbe servito trovare un lavoro vero", commenta entusiasta il Max di allora. Il pubblico si scatena al ritmo di Hanno ucciso l'uomo ragno, mentre la scenografia propone ragnatele e fumetti. Seguendo un ritmo serrato arrivano poi anche le romantiche Come mai (accompagnata da una kiss cam), Una canzone d'amore e Ti sento vivere. Nessun rimpianto, decide Max, la canta il pubblico e a gran voce. Gli anni 90 la fanno da padrone anche nei richiami ad altri brani, con Io ci sarò che prende a prestito la melodia di Bitter Sweet symphony di The Verve, ma anche con personaggi televisivi che hanno segnato l'infanzia dei Millennials, come il mitico pupazzo Uan che torna direttamente dal contenitore di Italia 1 Bim Bum Bam e si trasforma in mariachi per animare Nord Sud Ovest Est. Pezzali dà ritmo alla serata e invita il pubblico a una festa amarcord. Ringrazia più volte, emozionato. E solo alla fine, cogliendo il significato de La dura legge del gol, ricorda come la vita non sia fatta solo di successi. Lo stadio pieno, osserva, "riempie il cuore, ma guardando indietro non è stato sempre così. Non abbiamo sempre vinto, ma siamo riusciti a costruire qualcosa di più grande", un gruppo. "Ricordatevi sempre che lo squadrone siete voi". Ed è così che mentre intona Gli anni vengono proposte immagini delle glorie del calcio, con ovazione del pubblico soprattutto per Alex Del Piero. Un'escalation di ricordi e successi della prima ora - tra cui Cumuli e Rotta per casa di Dio - e di emozioni, quelle del pubblico e di chi interpreta. E lo dice bene il Max del presente a quello del passato che gli chiede se quando sale sul palco ora è sicuro di sé: "No - risponde - ma ho imparato a fingere con convinzione. E poi ci sono loro ad aiutarti. Ci saranno momenti in cui canterai qualcosa scritto da te e sentirai il pubblico cantarlo ancora più forte". Quindi, aggiunge il Max degli esordi, "avevo ragione a non mollare?", "Decisamente", osserva il Max di oggi. "E per fortuna", avrebbe aggiunto all'unisono, se interrogato, il Teghil. Il tour continua all'Allianz Stadium di Torino il 13 e 14 giugno e prosegue a Napoli, Roma, Bologna, Messina, Bari, Padova e Milano; 650mila i biglietti già venduti, diverse le tappe sold out.
A.André--JdCdC