Alluvione Nepal-Tibet: onde di sei metri e 95 morti al confine
Un'improvvisa piena ha devastato la regione di confine tra Nepal e Tibet, causando almeno 95 vittime secondo i primi bilanci. Pilota ed europeo presenti sul luogo raccontano l'orrore di onde alte sei metri che hanno cancellato ponti e strade in pochi minuti.
Una violenta alluvione ha colpito la zona di confine tra Nepal e Tibet, provocando almeno 95 morti secondo un bilancio preliminare. I sopravvissuti e i soccorritori descrivono scene di devastazione causata da onde alte fino a sei metri che hanno travolto ponti e isolato le case.
Aman Budathoki, pilota di elicottero intervenuto sulla scena, ha fornito una descrizione dettagliata della dinamica dell'evento alla CNN. Racconta che circa cinque minuti prima dell'atterraggio ha osservato polvere sollevarsi dal fiume, inizialmente scambiandola per un'esercitazione militare con esplosivi stradali. La realtà si è rivelata ben più terrificante: in pochi secondi l'acqua è diventata scura, carica di detriti pesanti che precipitavano e si mescolavano al flusso principale.
"Potevamo vedere onde alte fino a cinque o sei metri", ha riferito Budathoki. La squadra ha iniziato a sorvolare i villaggi colpiti, osservando grandi alberi e veicoli trascinati via dalla corrente. Il pilota ha tentato di inseguire il fronte dell'alluvione per valutare l'entità dei danni in tempo reale, definendo la situazione "davvero spaventosa".
Anche Giovanni Fassini, un cittadino italiano originario di Brescia, è rimasto intrappolato nell'area mentre viaggiava in autobus da Pokhara a Kathmandu. Fassini ha spiegato che il veicolo era stato fermato a metà strada perché le autorità erano a conoscenza dell'imminente piena. Pochi minuti dopo l'interruzione della circolazione, la straripamento ha colpito con violenza, riempiendo la carreggiata di fango e rendendo impossibile sia procedere che tornare indietro.
La piena ha causato l'esondazione di diversi corsi d'acqua, danneggiando gravemente gli argini e asportando porzioni dell'infrastruttura stradale. Le immagini aeree mostrano la portata distruttiva delle acque, mentre le comunicazioni locali confermano il numero elevato di vittime e la difficoltà degli interventi di soccorso nelle zone isolate.
R.Rousseau--JdCdC