Journal du Club des Cordeliers - Madrid, 'no alla violenza a Ceuta, non porta da nessuna parte'

Madrid, 'no alla violenza a Ceuta, non porta da nessuna parte'
Madrid, 'no alla violenza a Ceuta, non porta da nessuna parte'

Madrid, 'no alla violenza a Ceuta, non porta da nessuna parte'

Lo afferma il ministro Torres dopo violenze nell'exclave. Sanchez presiede comitato crisi

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Un appello alla calma e alla "non violenza"' è stato lanciato oggi dal ministro spagnolo della Politica territoriale, Angel Victor Torres, commissario per l'emergenza migratoria a Ceuta, dopo le violenze registrate ieri nell'exclave in Nord Africa, dove gruppi di residenti hanno attaccato migranti, militari e giornalisti e incendiato capanne utilizzate dai cittadini stranieri sulla spiaggia, dopo gli arrivi in massa di fine luglio dal Marocco. Torres ha condannato gli attacchi che "non riflettono la realtà del popolo" della città autonoma, che è "di convivenza e pacifismo". "Ci sono gruppi organizzati che non vogliono il ritorno alla normalità. Si sono viste persone incappucciate con mazze, che aggrediscono anche i ceuti che distribuiscono i cibo" ai migranti, ha segnalato il ministro in un'intervista all'emittente pubblica Tve, in riferimenti al blocco stradale, ieri per impadire l'arrivo dei camion della Croce Rossa. La violenza "non porta da nessuna parte", ha insistito il ministro, che ha fatto un appello a "lasciare lavorare le amministrazioni" e a "consentire la distribuzione di aiuti umanitari". Torres ha segnalato che è necessario che il governo centrale e quello locale concordino nuovi spazi dove ospitare i migranit, per consentire la loro identificazione, il triage e i successivi rimpatri. La crisi di Ceuta, segnata dall'arrivo di almeno 70mila persone via terra e via mare il 30 e il 31 luglio, nell'exclave di appena 20 km quadrati e di circa 80mila abitanti, dei quali il 90% ritornato in Marocco, secondo l'esecutivo, resta al centro dell'emergenza nazionale. Il premier Pedro Sanchez presiede oggi il comitato nazionale di sicurezza, al quale partecipano undici ministri coinvolti, l'amministrazione di Ceuta e i rappresentanti delle forze di sicurezza dello Stato. E' cominciata intanto al Congresso l'audizione del ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska, che riferisce sulla gestione della situazione da parte del governo. Previste oggi anche le comparizioni dei ministri degli Ester, José Manuel Albares, e della ministra di Inclusione, Previdenza sociale e Migrazioni, Elma Saiz.

B.Brun--JdCdC