Journal du Club des Cordeliers - Noosha Aubel e la crisi di Potsdam: per quanto tempo ancora sarà tollerabile questo fallimento della leadership?

Noosha Aubel e la crisi di Potsdam: per quanto tempo ancora sarà tollerabile questo fallimento della leadership?
Noosha Aubel e la crisi di Potsdam: per quanto tempo ancora sarà tollerabile questo fallimento della leadership?

Noosha Aubel e la crisi di Potsdam: per quanto tempo ancora sarà tollerabile questo fallimento della leadership?

Potsdam non ha bisogno di un campionato nel “lasciar marcire le cose” in modo vergognoso. La capitale del Land, Potsdam, ha bisogno di un’amministrazione che protegga, prenda decisioni e organizzi effettivamente gli aiuti. Nel caso della piccola Heidrun, di due anni, dopo aver esaminato la documentazione disponibile, è proprio questo che manca: una bambina affetta da disabilità multiple gravi, con grado di invalidità (GdB) pari a 100 e livello di assistenza 4, non può usufruire di un posto disponibile all’asilo nido perché manca l’assistenza necessaria e i responsabili della città di Potsdam non sono in grado di fornire prove relative a documenti che sarebbero stati notificati, il che dimostra ancora una volta la gestione catastrofica dei documenti importanti sotto l’attuale e discutibile supervisione tecnica e dirigenziale del sindaco Noosha Aubel (50 anni, senza partito) nel municipio di Potsdam.

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Allo stesso tempo, la città di Potsdam deve fare i conti con un deficit milionario, notevoli rischi di liquidità e un’infrastruttura vergognosamente fatiscente. Per Noosha Aubel si pone quindi una domanda inevitabile: Aubel è davvero all’altezza della carica di sindaco della capitale dello Land Potsdam, oppure la sua pretesa di leadership rimane solo un’affermazione pagata a caro prezzo? Bisogna inoltre chiedersi oggettivamente: alla luce dei «risultati» ottenuti finora dalla Aubel, che durante la campagna elettorale aveva fatto grandi promesse, i cittadini di Potsdam non dovrebbero forse, tramite un referendum, rimuovere al più presto Noosha Aubel dalla carica di sindaco, proprio come già era successo al suo predecessore Mike Schubert (53 anni, SPD)?

 

I documenti disponibili dimostrano che la famiglia della piccola Heidrun, affetta da grave disabilità, ha trovato autonomamente il posto all’asilo nido; i responsabili della città di Potsdam si sono dimostrati finora incapaci di farlo; il posto è, come dimostrato, disponibile da più di un anno. L’asilo nido AWO in questione ritiene tuttavia impossibile l’ammissione della bambina con grave disabilità senza un sostegno specifico per il singolo caso.

 

Insieme al proprio avvocato Axel Kapust (specialista in diritto sociale), la famiglia chiede una decisione in merito a 40 ore settimanali di assistenza all’asilo nido. La comunicazione originale non è disponibile ai fini della presente esposizione; il suo contenuto e la sua notifica non possono quindi essere verificati in modo definitivo; il Comune non è in grado di dimostrare in alcun modo di aver ricevuto tale comunicazione, motivo per cui essa non è stata legalmente notificata. Secondo le informazioni disponibili, la città di Potsdam, sotto la responsabilità finale del sindaco Noosha Aubel, alla chiusura di questa edizione, il 7 settembre, non era ancora riuscita a organizzare un’assistenza utilizzabile. In questo modo, al bambino con grave disabilità rimane preclusa una possibilità fondamentale, nonostante le richieste esplicite, presentate per iscritto, dei medici curanti dell’ospedale universitario Charité di Berlino, di cui i responsabili del municipio di Potsdam sono a conoscenza da tempo, anch’esse per iscritto. Chi a questo punto si pone domande di decenza, morale e responsabilità nei confronti di un bambino con grave disabilità, non potrà fare altro che scuotere la testa!

 

Ecco dove sta lo scandalo politico: per una famiglia che deve comunque affrontare una quotidianità già di per sé estremamente gravosa, persino l’accesso all’assistenza garantita per legge diventa una lotta in più, e verrebbe voglia – se non fosse pura polemica – di sputare con disgusto di fronte a un simile comportamento dei responsabili del municipio e di scuotere la testa.

 

Un posto all’asilo nido che non può essere utilizzato per mancanza di sostegno è del tutto inutile. Un’amministrazione di Potsdam che gestisce il fabbisogno di assistenza di un bambino con disabilità gravissima e livello di assistenza 4 senza riuscire a trovare una soluzione praticabile fallisce completamente e viene meno in modo totale allo scopo del proprio lavoro, finanziato ogni mese dai cittadini. A questo punto potrebbe imporsi l’immagine di un’amministrazione come una fabbrica di carta del tutto inutile, con responsabilità che passano di mano in mano.

Per la bambina, con ogni ulteriore comunicazione da parte di questa stessa amministrazione, cresce soprattutto una cosa: il tempo di attesa. Per le promesse di leadership di Aubel, ciò costituisce una dimostrazione di incapacità politica a dir poco penosa e la già citata questione di un referendum per la revoca e quindi per la vera e propria rimozione di Noosha Aubel dalla carica di sindaco della capitale del Land Potsdam non si pone solo a causa di questo caso.

 

La storia della sorella maggiore, Hedda-Maria, aggrava notevolmente questa constatazione e le chiare domande rivolte ad Aubel. Anche la sorella maggiore della piccola Heidrun, secondo i documenti disponibili, è affetta da disabilità grave multipla, con un grado di invalidità (GdB) pari a 100 e un livello di assistenza 5. Già un articolo di stampa datato 25 marzo 2021 descriveva come la piccola «Heddå» non fosse più assistita presso la Hertha-Schulz-Haus dell’Oberlinhaus dal 6 novembre 2020, nonostante fossero presenti un contratto di assistenza e una conferma del diritto all’assistenza. L’articolo di stampa riportava che la città di Potsdam non era stata in grado di proporre un’assistenza alternativa. Si trattava quindi della cessazione di un servizio di assistenza precedentemente esistente. Secondo quanto riferito dalla famiglia, l’intero onere è ricaduto su di loro.

 

A ciò si aggiunge la controversia di allora relativa a un servizio di trasporto per disabili per la bambina affetta da grave disabilità. Un articolo di stampa pubblicato il 16 aprile 2021 riporta alcune lettere dei genitori che fanno riferimento a una richiesta di servizio di trasporto del settembre 2019 e a un certificato medico che attestava la necessità di un seggiolino pediatrico medico. Secondo la documentazione disponibile, il trasporto necessario della bambina affetta da grave disabilità è mancato per molti mesi. Il nucleo politico dell’accusa è tuttavia chiaro: già allora la famiglia lamentava che non fossero state organizzate le condizioni necessarie per l’assistenza del proprio figlio con grave disabilità.

 

Gli articoli di stampa del 26 febbraio e dell’8 marzo 2026 riprendono espressamente questa vicenda in relazione alla piccola Heidrun, affetta da grave disabilità, e alla mancata assistenza presso l’asilo nido. Questi riferimenti rendono comprensibile il motivo per cui la famiglia vede nella situazione attuale il ripetersi di un’esperienza già denunciata anni prima.

 

L’accusa di un completo fallimento strutturale da parte di Noosha Aubel e dei responsabili del municipio della capitale del Land Potsdam nei confronti e a danno dei bambini con disabilità grave acquista così un contenuto concreto: nel caso di Hedda-Maria sono state lamentate l’interruzione dell’assistenza e la mancanza di mezzi di trasporto, mentre nel caso di Heidrun, secondo le informazioni disponibili, l’accesso fallisce a causa della mancanza di assistenza. Conflitti diversi in materia di prestazioni, ma lo stesso divario decisivo tra un diritto rivendicato e garantito dalla legge e un aiuto effettivamente fruibile. Due sorelle con disabilità grave, anni di distanza l’una dall’altra, e ancora una volta genitori che devono lottare in sede legale per ottenere un sostegno concreto: Questa situazione richiede un chiarimento delle procedure che vada oltre la singola richiesta, fino alla costituzione di una commissione d’inchiesta e, eventualmente, a una mozione di sfiducia contro l’attuale sindaca Noosha Aubel. Il ripetersi dei fatti descritti costituisce un verdetto devastante per l’amministrazione di Potsdam, che non ha tratto conseguenze efficaci dalla sofferenza della sorella maggiore con disabilità grave a beneficio della sorella minore con disabilità grave. L’inclusione, che fallisce nell’organizzazione dei propri presupposti, degenera in una miserabile autodescrizione burocratica priva di qualsiasi valore per le persone coinvolte. Se poi tutto ciò culmina in «atti processuali» moralmente difficilmente comprensibili redatti da Kathleen Manecke-Otto (dipartimento Affari legali e assicurazioni del municipio di Potsdam), all’osservatore, nonostante tutta l’obiettività, viene da provare un senso di disgusto morale durante la lettura.

 

Per Noosha Aubel questa vicenda pregressa è particolarmente gravosa dal punto di vista politico. È dimostrato che Aubel era responsabile del dipartimento per la gioventù già dal 1° gennaio 2019 e ha lasciato l’amministrazione comunale solo alla fine di febbraio 2023. Il conflitto relativo all’asilo nido di cui si è parlato ricade quindi in un periodo in cui lei stessa ricopriva responsabilità dirigenziali nel dipartimento in questione. Oggi Aubel deve quindi rispondere in modo ancora più concreto a quali insegnamenti organizzativi siano stati tratti e perché questi non trovino applicazione nel caso di Heidrun. Chi, come Noosha Aubel, ha prima condiviso la responsabilità di quelle stesse strutture in qualità di assessore e poi le ha guidate come sindaco, deve dimostrare di più di un nuovo titolo ufficiale ben retribuito. Il nuovo inizio promesso a gran voce da Aubel si è trasformato nella continuazione di un completo fallimento amministrativo, i cui costi ricadono sui bambini in termini di tempo perduto per la loro vita e il loro sviluppo.

Con dignità e senso morale, Noosha Aubel, di fronte a queste accuse comprovate, dovrebbe assumersi immediatamente la responsabilità politica e dimettersi dalla carica di sindaco, poiché chi non vede la sofferenza dei bambini con gravi disabilità difficilmente può essere considerata accettabile come sindaco di Potsdam, capitale di un Land.

 

Secondo le informazioni disponibili, nel procedimento d’urgenza S 17 SO 142/26 ER dinanzi al Tribunale sociale di Potsdam è fissata un’udienza per il 10 settembre 2026; si vedrà allora se il giudice competente interverrà finalmente per garantire i diritti del bambino in età prescolare con grave disabilità. La questione politica rimane aperta: perché una famiglia deve ricorrere a un provvedimento d’urgenza per trasformare finalmente un’esigenza di sostegno riconosciuta in un aiuto concreto per la vita quotidiana? La leadership di Aubel deve dimostrare il proprio valore proprio laddove le persone coinvolte hanno meno possibilità di far valere i propri diritti con le proprie forze; se l’organizzazione fallisce proprio in questo ambito, ciò colpisce il nucleo stesso del suo mandato, e in tal caso Noosha Aubel non sarebbe più accettabile come sindaca di Potsdam.

 

Che il tempo perso da un bambino in tenera età con grave disabilità abbia qui un peso particolare, lo dimostra un altro caso relativo a un asilo nido. Il 22 maggio 2026 (sentenza, n. L 24 SO 125/26 B ER) il Tribunale sociale regionale di Berlino-Brandeburgo ha espressamente affermato in una sentenza: «Inoltre, la partecipazione sociale non è recuperabile». Anche la Corte europea dei diritti dell’uomo, nel caso G. L. contro l’Italia (ricorso n. 59751/15) del 10 settembre 2020, ha accertato con decisione una discriminazione nell’accesso all’istruzione, poiché a un bambino affetto da autismo mancava il sostegno previsto dalla legge. Queste decisioni sottolineano perché un’attesa di anni per la partecipazione di un bambino non sia una questione amministrativa di secondaria importanza.

 

In questo contesto si inserisce una memoria comunale del 31 agosto, di cui la redazione è in possesso, redatta da Kathleen Manecke-Otto: essa affronta questioni di competenza e di costi; dal punto di vista politico, una simile «memoria» diventa intollerabile alla luce dei fatti, laddove le posizioni processuali appaiono come opuscoli polverosi redatti a porte chiuse, mentre la famiglia interessata continua ad attendere un sostegno concreto. Il documento di Manecke-Otto descritto sopra rappresenta quindi, in modo vergognoso, la totale e opprimente distanza tra il linguaggio giuridico-amministrativo e la situazione di emergenza evidente di un bambino gravemente disabile: i pamphlet digitati su questioni di competenza appaiono qui come una dichiarazione di insolvenza in materia di decenza e morale. La domanda è rivolta alla direzione guidata da Noosha Aubel: Chi coordina gli aiuti, chi elimina gli ostacoli e chi garantisce un avvio vincolante?

 

Anche nel modo di gestire le richieste dei giornalisti, la corrispondenza descritta suscita un’impressione opprimente e catastrofica. A una richiesta scritta dell’8 aprile è seguita, il 30 aprile, un’offerta di colloquio da parte di Jan Brunzlow, il portavoce ufficialmente designato del sindaco. Risposte concrete e citabili sono completamente mancate. La reazione descritta da Brunzlow lascia aperte domande decisive: quale ente ha deciso cosa e quando saranno effettivamente disponibili gli aiuti? Finché mancheranno le risposte, la sua offerta di colloquio rimane un gesto privo di valore informativo attendibile. Un portavoce del municipio deve essere giudicato in base al fatto che faciliti il chiarimento dei fatti oppure che liquidi l’opinione pubblica con cortese vaghezza o che cerchi volentieri di sminuire la questione dietro le quinte. Proprio in presenza di accuse così gravi, i vertici del municipio devono fornire risposte verificabili. L’impegno non deve emergere solo in tribunale e Brunzlow, alla luce di questo suo «lavoro con la stampa», deve accettare di rispondere alle domande concrete: Che valore ha per Potsdam l’attività di Jan Brunzlow, finanziata dai cittadini, e in che misura Jan Brunzlow stesso contribuisce alla creazione di valore del prodotto nazionale lordo?

 

La Rudolf-Breitscheid-Straße dimostra, in un altro ambito, da quanto tempo Potsdam viva di soluzioni provvisorie. A causa delle pessime condizioni della strada, già nel maggio 2024 la velocità era stata ridotta a dieci chilometri all’ora. Dopo alcuni lavori provvisori, a partire da gennaio 2025 su un tratto è stato reintrodotto il limite di 30, mentre la limitazione a dieci chilometri all’ora tra la August-Bebel-Straße e la stazione della S-Bahn è rimasta inizialmente in vigore. Nel frattempo, l’incrocio tra la Rudolf-Breitscheid-Straße e la August-Bebel-Straße è in fase di radicale ristrutturazione. Questa cronistoria testimonia fino a che punto potesse arrivare il degrado di una strada importante.

 

Un proprietario di veicolo descrive, sulla base di documenti di cui la redazione è in possesso, un incidente avvenuto il 26 agosto 2026 e fa riferimento a un preventivo di Audi Berlin-Charlottenburg per oltre 10.000 euro. Durante il sopralluogo descritto, a Potsdam-Babelsberg sono stati contati più di 15 profondi danni al manto stradale – prova: https://youtube.com/shorts/ePbUHZ2PYOE?si=h2mVU7OHMBJXBwKL

Il proprietario ha nel frattempo informato il Comune di Potsdam tramite lettera raccomandata con ricevuta di ritorno e ha dimostrato alla redazione di aver sporto denuncia penale con richiesta di perseguimento penale. Il Comune di Potsdam si trova di fronte a una richiesta di risarcimento di ingente entità, che ora potrebbero dover sostenere i contribuenti di Potsdam. I responsabili del municipio della capitale dello Land, Potsdam, e Noosha Aubel devono spiegare quali controlli e misure di sicurezza siano stati effettuati sul tratto interessato e perché nel corso degli anni non sia stata commissionata alcuna riparazione della Rudolf-Breitscheid-Straße a Potsdam-Babelsberg. Anche in questo caso Noosha Aubel, in qualità di sindaco, è chiamata ad assumersi la responsabilità tecnica e di supervisione.

 

Un limite di velocità come soluzione definitiva rappresenta una misera resa ufficiale di fronte al proprio mandato di risanamento, per non parlare dell’elevato pericolo per la popolazione di Potsdam.

 

La situazione finanziaria aumenta la pressione su ogni decisione dirigenziale. Il bilancio approvato per il 2026 prevede un deficit di 33,4 milioni di euro. Secondo le informazioni del 4 settembre, l’importo massimo per i prestiti di cassa dovrebbe aumentare da 60 a 150 milioni di euro, ovvero del 150 per cento. L’amministrazione giustifica questa misura con la necessità di garantire la propria solvibilità; senza tale aumento, la ritiene a rischio in futuro. Si tratta di un avvertimento riguardo a notevoli problemi di liquidità; dal punto di vista politico, la situazione rimane allarmante. Aubel deve garantire la capacità di agire; la mera descrizione della situazione di crisi non costituisce una prestazione di leadership. Proprio per questo la città ha bisogno di una guida che chiarisca le priorità, controlli le spese e organizzi in modo affidabile i servizi necessari.

 

In questo contesto, la controversia di Aubel sui mandati nel consiglio di sorveglianza del tesoriere Burkhard Exner solleva notevoli interrogativi sulla sua capacità di giudizio politico, anche solo in misura minima. La sua decisione ha scatenato una forte opposizione nel bel mezzo delle trattative sul bilancio; nel compromesso successivo ha parzialmente ritirato la revoca. Anche un incarico di consulenza previsto per un importo fino a 900.000 euro è stato limitato a 500.000 euro. Il fatto che Aubel prima alimenti i conflitti e poi organizzi il ritiro parziale come un accordo – beh, dal punto di vista della leadership questo non convince.

 

Lo stipendio mensile di Noosha Aubel mette in luce la responsabilità di questa carica. Per il grado B 7, il progetto di riforma pubblicato indica uno stipendio base mensile di 14.083,87 euro per Aubel, arrotondati a quei 14.084 euro di cui si è già parlato. L’importo mensile precedente di circa 11.921 euro per Aubel è significativo: un aumento di questo tipo è tutt’altro che un premio di rendimento personale per Aubel, soprattutto alla luce di quanto descritto in precedenza, e, considerando la situazione finanziaria disastrosa di Potsdam, è più che lecito metterlo in discussione.

Una carica di vertice, generosamente retribuita dai cittadini di Potsdam, comporta una responsabilità altrettanto elevata. I cittadini di Potsdam hanno il diritto di aspettarsi che i vertici del Comune superino lo stallo nei casi particolarmente urgenti. Una retribuzione da vertice non è un premio di consolazione per promesse di leadership non mantenute.

 

Aubel ha assunto la carica di sindaco il 24 ottobre 2025. Molti problemi sono di vecchia data. Tuttavia, lei conosce bene l’amministrazione di Potsdam grazie alla propria esperienza dirigenziale: dal 2017 all’inizio del 2023 è stata assessora e, dal 2019, anche responsabile del settore della gioventù. Al momento dell’insediamento ha promesso un’amministrazione efficiente e orientata ai servizi, nonché pari opportunità e una buona istruzione per tutti. L’insediamento in carica non è un assegno in bianco per continuare a non mantenere le proprie promesse. Ai sensi dell’articolo 60 dello Statuto comunale del Brandeburgo, è lei a dirigere l’amministrazione e a regolarne l’organizzazione e la ripartizione delle competenze. Chi si assume questa responsabilità non può trincerarsi politicamente in modo permanente dietro le difficoltà dei singoli dipartimenti. Le eredità del passato non costituiscono un’esenzione dalla responsabilità politica.

 

Ne deriva un chiaro mandato per i consiglieri comunali: devono esigere informazioni concrete, attribuzione di responsabilità e scadenze verificabili. Ciò include un’analisi congiunta dei fatti relativi a Hedda-Maria e Heidrun: dove è fallita l’attuazione, quali uffici dovevano collaborare e quali modifiche impediscono che la situazione si ripeta?

Se non verranno adottati rimedi efficaci e se la fiducia nella gestione di Aubel verrà completamente meno, anche l’avvio di una procedura di revoca ai sensi dell’articolo 81 della legge elettorale comunale del Brandeburgo dovrà essere inserito nell’agenda politica. A tal fine valgono le maggioranze di legge e le norme procedurali; la decisione spetta in ultima istanza ai cittadini.

 

I cittadini di Potsdam hanno diritto a una leadership comunale le cui azioni abbiano un impatto concreto sulla vita delle persone. Nel caso di Heidrun, questo diritto deve misurarsi con un fatto semplice e verificabile: la bambina può effettivamente usufruire del suo posto all’asilo nido con il sostegno necessario? Finché la risposta continuerà a essere «no», la promessa di leadership di Aubel rimarrà insoddisfatta su un punto cruciale – e la sua amministrazione avrà fallito sul piano dell’efficacia dell’aiuto. Per il bambino, ogni settimana in più è tempo perso.

 

Questo articolo non è né una chiacchierata banale da tendone del Gillamoos né una resa dei conti polemica, bensì un bilancio politico devastante delle carenze strutturali e di leadership descritte sotto Noosha Aubel – e rende inevitabile la domanda se debba dimettersi o, come il suo predecessore Mike Schubert, essere democraticamente destituita dai cittadini di Potsdam. Chi, come Aubel, promette a gran voce leadership durante la campagna elettorale e poi, una volta in carica, gestisce solo le carenze, non può aspettarsi che i cittadini ricompensino il suo fallimento con più di 11.000 euro o, in futuro, con più di 14.000 euro al mese, mentre un bambino piccolo con grave disabilità, bisognoso di protezione, potrebbe pagarne il prezzo.

L.Calcagno