Agli Oscar sul red carpet minimalismo e denti da vampiro
Effetto Love Story, Paltrow seminuda in Armani Prive', Siparietto Il Diavolo veste Prada 2
(di Alessandra Baldini) Minimalismo e denti da vampiro sul red carpet degli Oscar. L'applauditissimo Louis Vuitton scarlatto della norvegese Renate Reinsve accessoriato solo con il rossetto (e i sandali Giuseppe Zanotti) ha fatto parlare di un "effetto Love Story" al Dolby Theatre. La serie su John Kennedy Jr. e Carolyn Bessett spopola in streaming e l'eleganza minimal della stylist di Calvin Klein tragicamente morta con il rampollo di Camelot nell'incidente aereo del Piper a Martha's Vineyard sembra aver ispirato il tappeto rosso del Dolby 2026 dove, agli eccessi di rouche, strass, lame' e montagne di tessuto del passato, tante dive hanno preferito affidarsi alla semplicita'. Non solo Renate, candidata all'Oscar per Sentimental Value: altre star come Emma Stone, anche lei in Louis Vuitton stile Regency (effetto Bridgerton?), hanno deciso che a volte, perfino agli Oscar, 'less is more'. Nessuna poi piu' di Gwyneth Paltrow il cui Armani Prive' candido completamente aperto sui fianchi ha sfiorato il "malfunzionamento" quando sotto i riflettori sono spariti i pantaloni di tessuto trasparente indossati sotto. Il gala del Met e' in programma all'inizio di maggio (e il primo maggio debutta Il Diavolo Veste Prada 2): non poteva dunque mancare un siparietto tra Anna Wintour e Anne Hathaway, con la piu' giovane star che chiede alla regina di Vogue cosa ne pensa del suo Valentino: "And the nominees are", replica l'altra, rimettendosi gli iconici occhiali da sole e chiamandola Emily, il nome del personaggio interpretato dall'attrice nel film liberamente ispirato a 'Queen Anna'. Col Gala del Met, il red carpet degli Oscar e' la passerella piu' ambita per gli stilisti. Sarah Burton di Givenchy ha trasformato Elle Fanning, candidata per Sentimental Value, in una Cenerentola al ballo. La migliore attrice Jessie Buckley in Chanel ha veicolato Grace Kelly presentatrice del 1956 un anno dopo aver vinto il premio per La Ragazza di Campagna e poche settimane prima del matrimonio con Ranieri: omaggio al glamour della Vecchia Hollywood. In Chanel anche Nicole Kidman e, a sorpresa, l'esuberante Teyana Taylor, candidata per Una Battaglia dopo l'Altra e protagonista di una esuberante 'placcata' al collo di PT Anderson dopo l'annuncio del miglior film, mentre le piume di Demi Moore erano firmate Gucci. Valentino oltre alla Hathaway ha vestito altre star: tra queste Felicity Jones, Maud Apatow, Emma Chamberlain, Joe Alwyn e Robert Downey Jr. Per divi come Kieran Culkin, premiato nel 2025, il marrone ha sfidato il nero mentre Timothee Chalamet, grande escluso per Marty Supreme, e' entrato in uno smoking oversize candido di Givenchy nelle liste dei meglio, ma anche dei peggio vestiti. Tra gli accessori piu' singolari i denti da vampiro macchiati di sangue di Jack O'Donnell di Sinners. E per finire, a proposito di passi falsi, l'abito nero con tanto di velo da funerale che Gabriela Hearst ha messo addosso alla sempre alternativa Chloe Zhao. Forse ispirato agli studi che la regista dello struggente Hamnet ha in corso per diventare 'doula della morte': "Un antidoto alla paura di morire", ha rivelato lei stessa in una intervista recente al New York Times.
V.Vincent--JdCdC
