Ricky Gianco, per me Paoli come un fratello maggiore
'L'ho sentito una decina di giorni fa, abbiamo parlato di tutto'
(di Francesca Pierleoni) E' stato un legame, iniziato oltre 65 anni fa, quello che ha stretto Ricky Gianco, cantautore, classe 1943, fra le prime voci del rock 'n roll in Italia, a Gino Paoli. "L'ultima volta ci siamo sentiti una decina di giorni fa, e come sempre abbiamo parlato di tutto - dice il musicista all'ANSA- ma era forse un po' meno sciolto del solito, già non stava bene". La loro amicizia è nata quando "avevo 17 anni e Gianfranco Reverberi (compositore e autore di tanti successi, ndr) mi portò a Milano alla Ricordi. Io che allora ero un ragazzino abbastanza ingenuo, anche perché i 17 anni di allora non sono quelli di adesso, ho conosciuto là Bindi, Tenco, Paoli, Jannacci, Endrigo. Tutti di 5-10 anni più grandi di me, io ero un po' la mascotte. Devo dire che con Gino la sintonia è stata immediata, era come si ci conoscessimo già". Tutte le volte "che veniva a Milano ci incontravamo" e "lui si è subito dimostrato molto generoso con me. Io sono sempre stato appassionato degli Everly Brothers, e gli chiesi di tradurmi il testo di un loro brano, lui mi disse subito di sì ma non gli andava molto. Poi ho scoperto che in realtà l'originale era una canzone francese (Je t'appartiens di Gilbert Becaud, ndr). Questo lo ha molto stimolato, ed è nata così Come un bambino, che alla fine ha anche accettato di cantare con me, anche se il suo nome sul disco non appariva... c'era scritto qualcosa tipo 'Ricky... e un altro' credo per ragioni contrattuali" ricorda con un sorriso. Tra le altre loro collaborazioni a cui Gianco è più affezionato, c'è quella a fine anni '80 sul brano Parigi con le gambe aperte, firmata con Gianfranco Manfredi, "un altro grande amico che se n'è andato un anno fa", e Gino, "l'abbiamo anche cantata insieme". Una canzone ispirata "da un viaggio memorabile che avevo fatto tra il 1963 e il 1964 a Parigi, dove c'era anche Gino e ho conosciuto Franco Califano". Per il cantautore lodigiano, Paoli "è stato come un fratello maggiore. Negli anni siamo rimasti sempre in contatto, come anche con Ornella, che abbiamo perduto qualche mese fa, un altro grande dolore... è come se si fossero messi d'accordo". Il talento di Paoli "era un grande dono, lui si immergeva nella musica e voleva scoprire sempre di più". Gianco spera che l'amico, "venga ricordato per tutto quello che ha dato alla musica, per il grande artista che è stato". Su di lui, "come su Tenco, si diceva non fossero simpatici. Non era assolutamente vero. Luigi lo era molto, era anche allegro. Gino non si apriva con tutti ma era sempre autentico, non nascondeva quello che pensava, non fingeva. Come del resto anche Ornella, una donna che non fingeva mai".
R.Roussel--JdCdC
