Journal du Club des Cordeliers - Ermonela Jaho all' Opera di Roma, 'Addio a Violetta, sento di aver dato tutto'

Ermonela Jaho all' Opera di Roma, 'Addio a Violetta, sento di aver dato tutto'
Ermonela Jaho all' Opera di Roma, 'Addio a Violetta, sento di aver dato tutto'

Ermonela Jaho all' Opera di Roma, 'Addio a Violetta, sento di aver dato tutto'

Il soprano 'Giusto farlo in questo teatro, con lei lascio un pezzo della mia anima'

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''La traviata è stata la primissima opera che ho visto. Avevo 14 anni feci un giuramento a me stessa: 'tu diventerai una cantante lirica, non morirò senza aver cantato una volta il ruolo di Violetta'. Oggi dopo 320 e passa volte è molto toccante dover lasciare questo ruolo ma adesso mi riesce difficile trovare l'energia perchè sento di aver dato tutto''. Ermonela Jaho, soprano di grande fama, affida a una lunga riflessione in video il suo addio alla protagonista del capolavoro verdiano all' Opera di Roma nella ripresa dell' allestimento firmato con successo negli anni scorsi da Sofia Coppola con i costumi di Valentino Garavani che va in scena dal 21 giugno al 30 giugno. La cantante albanese è stata applaudita dando voce e corpo al personaggio sui grandi palcoscenici internazionali, dalla Royal Opera House di Londra al Metropolitan Opera di New York, dall'Opéra National de Paris al Teatro Real di Madrid. Oggi non nasconde l' emozione nel lasciare un ruolo così particolare. ''Ogni volta cantando Violetta ho lasciato un pezzo di me sul palcoscenico. Sarà un momento di grande commozione. Alla fine di ogni terzo atto mi sento morta anch'io. In questo teatro lascerò per sempre un pezzo della mia anima con Violetta''. ''E uno dei ruoli più complessi, è vero. L' ho cantata più di 300 volte e ogni volta c'e qualcosa di nuovo. Quando ho cominciato ero molto giovane. Con l'esperienza e la maturità anche Violetta, questa anima straordinaria, si arricchisce. Adesso capisco meglio la sua forza straordinaria, la voglia di vivere, e di sognare l'amore impossibile, nonostante le convenzioni e i pregiudizi di una società che non le perdona il passato. Alla fine l' amore trionfa nonostante la sua malattia. È una donna forte, di grande carattere, che combatte, spera e crede. Oggi per me Violetta è un personaggio che dà una soddisfazione enorme vocalmente e umanamente''. ''In questa opera - aggiunge - tutta la musica di Verdi è un capolavoro. Nel secondo atto più canto 'Addio del passato'' e più mi tocca ogni nota, ogni pausa, ogni respiro. Con la maturità capiamo meglio la vulnerabilità della vita. Oggi più che mai l'opera è importante per trasmettere questi messaggi: abbiamo bisogno di credere nell' amore e alle cose belle della vita. L'opera e la musica sono capaci di unire gli animi umani''. La cantante non dimentica anche quanto Roma sia stata importante per lei. ''Sono cresciuta e ho studiato qui. Sono felice di condividere questo momento con questo pubblico e con questa città che mi ha accolta come una figlia. Questo teatro e il posto giusto per lasciare Violetta. Spero che questa produzione e questi colleghi straordinari tocchino veramente il pubblico''.

L.Lefebvre--JdCdC