Dalla mummia di Otzi a oggi, la borsa tra il sé portatile e l'arto culturale
Alla Milano Fashion Week 'La Borsa. 200 anni, 5 continenti' di Antonio Mancinelli
(ANTONIO MANCINELLI, LA BORSA 200 ANNI, 5 CONTINENTI, Marsilio Arte; 256 pp; 50 euro). Altro che status symbol e semplice oggetto del desiderio, la borsa "è letteralmente un sé portatile" dice Antonio Mancinelli, autore di 'La Borsa. 200 anni, 5 continenti', un volume edito da Marsilio Arte che è un'esplorazione antropologica, sociologica e psicologica attraverso i secoli dell'accessorio più amato di sempre. "Da una parte - spiega Mancinelli, nota firma della moda - la borsa rappresenta lo schermo tra il nostro sé e il mondo, dall'altra il suo interno contiene le nostre cose più intime, documenti e talismani, farmaci, ricevute, chiavi, cosmetici, tanto che anche se siamo orgogliosi della nostra borsa, se si rovescia siamo imbarazzati. Se l'abito presenta il personaggio, la borsa conserva le prove". Arricchito da un saggio del filosofo Emanuele Coccia e da contributi di Beatrice Manca, il volume è un viaggio tra 300 degli 850 esemplari raccolti dalla collezionista Roberta Butti, ordinati non cronologicamente o geograficamente, ma per occasioni d'uso, dalla mattina, con le sue borse capaci, da lavoro, alla sera, dalla cerimonia al ballo. Il focus non è sui marchi, ma sugli oggetti in sé, indossati da celebrità come Jane Birkin o Raffaella Carrà ma soprattutto da persone comuni, perché la borsa, per Mancinelli, ci unisce tutti, fin dalla notte dei tempi: "Le evidenze archeologiche e le riflessioni antropologiche suggeriscono che il primo strumento creato dagli esseri umani - scrive l'autore - potrebbe non essere stato un'arma, ma un recipiente. Questa visione, nota come Carrier Bag Theory, ribalta l'idea tradizionale del "primo strumento" (il bastone, la pietra come arma) e ci invita a immaginare i nostri antenati raccoglitori che inventano sacche e cesti per sostenere la vita quotidiana e la cooperazione del gruppo". E "anche se gli indizi materiali diretti di borse preistoriche sono scarsi", "un indizio indiretto viene dall'Uomo del Similaun (Ötzi), la mummia naturale di oltre cinquemila anni fa ritrovata sulle Alpi". Tra gli oggetti ritrovati con Ötzi c'è infatti "una cintura con una sacca cucita", ossia la prima borsa della storia. "Un po' romanticamente - racconta Mancinelli - abbiamo voluto sottolineare che mettere qualcosa in una borsa e portarlo con sé per condividerlo o conservarlo, sarebbe dunque uno dei gesti più antichi e fondamentali dell'umanità. In altre parole, la borsa primordiale precede la lancia". Perché "La borsa è la risposta culturale al bisogno di portare con sé più di quanto le mani possano reggere. È, potremmo dire - conclude l'autore, che presenterà il volume il 26 settembre a Palazzo Morando, durante la Milano Fashion Week - un "arto culturale" aggiuntivo: una sacca che supplisce ai nostri limiti fisici".
M.Meunier--JdCdC